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UN QUADRO NON SI GUARDA, SI LEGGE.

Il mecenate di un tempo era l'uomo colto che ben sapeva a chi dare il proprio denaro. L'artista era un artigiano al servizio della società del proprio tempo.

Morto il Mecenate è nato il Mercato dell'arte, unitamente al Genio Artistico.

Abbiamo imparato a leggere la scrittura: tutti noi sappiamo distinguere un manifesto pubblicitario da un romanzo, un saggio critico da un thriller, un libretto d'istruzioni da un annuncio mortuario.

Non abbiamo però imparato a leggere l'arte, ed è divertente sentire un addetto ai lavori mentre evoca sensazioni da un elenco telefonico o rilega nella cultura un foglio bianco. Grazie al nostro "analfabetismo" il mercato dell'arte si è trovato per decenni nella facile situazione di poter trasformare la variabile Tempo in denaro. Questa operazione è stata resa possibile semplicemente comprimendo fino all'esasperazione i tempi di produzione dell'arte e inventando il critico: una persona che legga al posto tuo e, spesso, addirittura al posto dell'autore stesso.

Inoltre, sempre facendo un parallelo con il mondo dell'editoria, nell'arte da un certo momento in poi sono spariti i romanzi ed è stata bandita la poesia. Sono stati esposti al pubblico solo saggi critici e manifesti pubblicitari, e guai a non capire la filosofia dei primi o l'immediatezza dei secondi.

Il collezionista, l'amatore, negli ultimi ridicoli decenni è stato spesso accolto con sufficienza da un algido, elegante gallerista, in un luogo signorile e soggiogante, più simile ad una banca che alla sobrietà ed alla fatica di cui è tappezzato un atelier.

Devi pagare il veloce, incomprensibile parto di un genio che sta al di sopra di tutti ingenerando così un altro paio di fraintendimenti:

1) che il valore di mercato di un'opera d'arte sia uguale al valore artistico della stessa. Questa situazione si può verificare ma, per ora, solo accidentalmente, mentre un'opera stanca o semplicemente non riuscita di autore famoso, avrà di sicuro un valore artistico inferiore al proprio valore commerciale. Il calcolo di una quotazione deve quindi tenere conto di molte variabili. Eppure è anch'esso una fredda espressione matematica che, essendo il risultato di una media, ti darà allo stesso prezzo l'ottimo quadro ed il dipinto non riuscito.

Sta all'occhio del collezionista "aggiustare" le quotazioni, sapendo leggere un quadro, senza dover per forza decidere tra "affare" e Arte.

2) pur tenendo presente che un lavoro orribile può aver richiesto molto tempo, mentre uno splendido bozzetto solo l'attimo necessario alla sua visualizzazione, il tempo di produzione di un'opera d'arte non può essere una variabile del tutto insignificante nel calcolo di una quotazione. Inoltre, chi impiegasse mediamente un mese per dipingere un quadro non potrà mai dare al gallerista il 50 % o più di provvigione con la stessa serenità di chi, semplificando al massimo il contenuto culturale e/o tecnico, può produrre nella stessa unità di tempo decine di lavori. Quindi un elemento importantissimo perché il mercato dell'arte possa riequilibrare meritocrazia e compenso, è anche il grado di alfabetizzazione artistica di tutti noi.

Sarà bello quando la maestra, domani, darà come compito: “Un quadro da leggere e da valutare”. E’ un quadro di sensazioni? Oppure è un saggio critico concettuale? E’ una semplice fiaba? E’ un violento manifesto politico? E poi: il quadro ha centrato il suo obiettivo? Pienamente? Poco? Voto:…

Solo allora, grazie ad una nuova generazione di "lettori" sarà possibile un enorme autodafè davanti allo studio di ogni pittore, per bruciare i "calcoli" sbagliati, e, come lo scienziato, poter così presentare al pubblico solo i risultati corretti: l'arte.

In più di 20 anni di pittura ho voluto capire, per accertarmi di non aver buttato via tutte le ore della mia giovinezza nell'inseguire qualcosa che non esiste. Inseguo semplicemente la forma di comunicazione che ci viene dalle grotte di Altamira e di Lascaux, la scienza che ha fatto nascere la geometria.

Per fortuna, nell'epoca del riscaldamento e della televisione, l'Arte della consolazione, della religione e dei grandi conflitti esistenziali non è più necessaria, e, nell'attuale contesto, può essere percepita come sovrabbondante: il Requiem di Mozart lo puoi ascoltare solo dimenticando il comfort ergonomico del tuo divano, per uscire nel buio infinito che ci sovrasta.

La Scienza silenziosa e intelligentemente modesta ha dato una grande lezione all'individualismo ed alla vanità del pittore. Gli scienziati hanno continuato a passarsi il testimone, mentre noi non ricordiamo più neanche come si prepara correttamente una tela.

Lo scienziato deve dimostrare le sue formule, le case ed i ponti devono essere stabili e fruibili, solo uno stupido pittore può limitarsi a sputare sulla propria tela? Sì, ma non a caso, perchè l'arte è un calcolo fatto ad occhio, e può mancare il proprio obiettivo per molto meno di un'unità.

Allora ben vengano il concettuale, le transavanguardie, le installazioni: tutto è ammesso se ogni categoria della produzione artistica ha però la possibilità di una seria espressione e collocazione sul mercato. La Biennale di Venezia e la fiera di Bologna non sono che due esempi vergognosi di lobbies di potere che hanno scientemente contribuito ad uccidere una buona parte della produzione artistica più onesta e seria.

Basta per ora, sono un operaio dell'arte. Le mie otto ore mi attendono. Anche questa sera sarò stanca quando andrò a lavare i pennelli. Anche questa sera continuerò a vedermi invecchiare nello specchio del bagno, alla luce quaresimale del suo neon.

Ma ora sono serena, ho capito che questa missione non richiesta, il grande sacrificio di vivere senza testimoni per la propria esistenza ha un significato. Ho scritto "saggi" nel decennio surreale, ho scritto algoritmi nel periodo delle composizioni modulari e ora, per essere più vicina agli altri, sto scrivendo romanzi.

Ho capito che ogni pagina di questo mio libro è un'impronta del mio cammino, l'istante importante rapito all'oblio.  Peccato che le mostre non siano che libri strappati.

 

 

Laura Grusovin, Gorizia, 28 ottobre 2008